Come alcuni dei miei lettori sapranno, recentemente ho lanciato una petizione per introdurre LA PATENTE DEL GENITORE.

Vediamo in questo articolo alcuni errori comuni che possono risultare apparentemente invisibili che nascono da alcune premesse di fondo che sono state interiorizzate dai genitori a un livello inconsapevole.

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Molti comportamenti involontariamente abusanti e diseducativi derivano da quello che il grande pedagogista John Dewey ha definito adultismo.

Secondo l’adultismo un bambino è un adulto incompleto o in miniatura.

Ad esempio, un caso recente emblematico ha visto (drammaticamente) protagonista una bambina travestita da Barbara D’Urso, la quale ha orgogliosamente ripostato la foto della bambina ricevendo raffiche di insulti sui social.

mini barbara d'urso bambina carnevale post instragram

Ecco la foto della povera bambina…

Poi è chiaro, dipende da che punto di vista si osserva la situazione che di per sè potrebbe anche essere vista come simpatica, ma l’esempio serve a far capire meglio l’argomento, sicuramente molto delicato. La situazione specifica andrebbe vista più da vicino prima di poter esporre una conclusione. Sicuramente è difficile pensare che la bambina abbia deciso spontaneamente di vestirsi dalla suddetta presentatrice (il che deporrebbe a favore dell’amore genuino dei genitori che accettano anche  i gusti “discutibili” di un figlio 🙂 )

La realtà è che la vita di un bambino non è una mera preparazione alla vita adulta, ma egli ha un valore intrinseco in sé in quanto essere in sviluppo progressivo. Dewey riprende, a tal proposito, le tappe di sviluppo psicologico nell’età evolutiva elaborate da Stanley Hall e le applica in campo educativo.

Essere genitori è difficile e vorrei che questo concetto fosse sia chiaro a chiunque pensi il contrario. Tutti facciamo errori e come genitori è particolarmente facile sbagliare.

Ma è nell’inabilità a riconoscere i proprio errori e porvi rimedio che risiede il problema.

E che sia per paura di venire chiamato “ cattivo genitore”, o per la vergogna di aver fatto del male al proprio figlio, o ancora per qualche sorta di  “disconnessione” empatica che impedisce all’adulto di vedere il bambino come un altro essere umano, qualche volta i genitori faticano a capire di aver fatto un errore anche quando ammetterlo potrebbero aiutarli a trattare meglio i loro figli in futuro. L’adultismo può essere una vera e propria forma di abuso nei confronti dei bambini, per quanto le azioni di un genitore possano essere accidentali, non intenzionali o persino bene intenzionate.

Un estensione del concetto di adultismo include l’idea che i bambini appartengano alla loro controparte adulta (spesso il genitore naturale) e possano quindi essere “usati“ a discrezione dei “grandi”, invece di venire considerati come piccoli esseri umani con i propri pensieri e la propria personalità e con gli stessi diritti umani di base degli adulti.

Ad esempio, il diritto a non morire a causa delle credenze anti-vacciniste dei genitori.

Nella nostra cultura si ritiene, nella maggior parte dei casi, che i bambini appartengano in tutto e per tutto ai genitori e alla famiglia, come fosse una sorta di non saprei…. di protezione?

Nemmeno io ne ho mai capito la logica. In realtà, i genitori ( e le figure genitoriali) sono assolutamente responsabili del benessere del figli, ma non non sono forze onnipotenti con il diritto di costruire e decostruire un bambino finchè quest’ultimo non corrisponde ai propri desideri.

Hai ancora qualche dubbio sul concetto di adultismo? Ecco alcuni esempi dalla vita quotidiana:

  • Bambini che esistono solo come “accessorio” di un adulto

I figli non esistono per rendere un adulto completo e/o dare un senso alla sua vita. Non salveranno il tuo matrimonio. Non faranno smettere al tuo partner di comportarsi male con te. Non cureranno la tua depressione. Non ti renderanno migliore di coloro che non possono o non vogliono crescere i bambini.

Fa veramente schifo venire trattati come oggetti (in caso non lo sapeste). Per non parlare del dover portare un tale peso dal momento in cui vieni al mondo.

In queste situazioni, i genitori non stanno facendo altro che preparare i figli per un fallimento carico di sensi di colpa.

Se stai passando una qualsiasi delle situazioni che ho elencato sopra, ti sono vicino. Si tratta di problemi difficili da gestire, e qualche volta nei momenti più bui della nostra vita ci aggrapperemmo a qualunque cosa per stare meglio. Ma ti imploro di trovare una maniera sana e realistica di affrontare le tue difficoltà e di non scaricarle su di una creatura, la cui esistenza, tra l’altro, non farà altro che esacerbare quegli stessi problemi che stai cercando di risolvere.

  • Bambini sfoggiati come fossero uno “status symbol”

Avere figli non è uno status symbol che ti renderà superiore a chi non è genitore. O che ti renderà migliore di altri genitori che hanno meno figli di te. E non importa per davvero che Johnny sia diventato quarterback o che Susie abbia preso una A, a parte che per il fatto puro e semplice che Johnny sia diventato quarterback e Susie abbia preso una A.

Hai diritto ad essere orgoglioso dei successi di tuo figlio? Certo.

Ed è fantastico che tu sia così entusiasta da non poter resistere dal raccontarli a tutti. Ma c’è differenza tra il parlare dei successi dei tuoi bambini perché ne sei orgoglioso e il tenere conto delle vittorie nella tua personalissima competizione con gli altri genitori.

E se ti senti geloso dei risultati sbandierati dalle altre mamme e dagli altri papà, impara ad ingoiare il rospo e a riconoscere (e lodare) i tuoi figli per i loro talenti. Non tutti hanno il fisico del quarterback o sono portati per lo studio, ma ci sono molti modi di essere “ fantastici”  a questo mondo.

E se gli altri genitori che frequenti non riescono a vedere l’unicità di tuo figlio, beh che se ne andassero a quel paese. Il problema non è che il tuo bambino non è “abbastanza bravo”, ma che tu hai cattive compagnie.

  • Bambini che vengono cresciuti come “ mini me”.

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Ricordi Dr Male e Mini me della serie Austin Powers? 🙂

Ai tuoi figli non piaceranno le cose che piacciono a te e non saranno le persone che vuoi che siano soltanto perchè tu lo desideri o perché “lo dici tu”. Se così fosse o ci sarebbero molti più dottori.

Non credo che dovrebbe essere necessario dirlo, ma dovresti amare tuo figlio così com’è.

La verità è che fa veramente schifo quando qualcuno non è come vorresti che fosse, che si tratti di religione, sessualità o l’affiliazione ad un diverso Pokémon master.

E qualche volta questo ci fa sentire delusi. Fa già abbastanza male quando a deluderci è solo un tizio a cui stavamo facendo gli occhi dolci, ma quando si tratta di tuo figlio? Dopo tutta la fatica e il tempo impiegati per crescerlo?

Certo, è difficile.

Ma per deludente che possa essere, i genitori dovrebbero tenere a mente una cosa importante: il fatto che tuo figlio/a non sia diventato come avresti voluto non è una buona ragione per smettere di amarlo o di trattarlo con rispetto. E se decidi di non volertene più occupare, diventi passivo-aggressivo nei suoi confronti o lo escludi dalla tua vita significa che il tuo amore è, nei fatti, condizionato.

La questione se i genitori dovrebbero o meno amare incondizionatamente i propri figli è irrilevante in questo frangente: ciò che importa è capire che il tuo amore è condizionato nelle circostanze in cui lo è. Il problema non è tuo figlio, allora, ma qualunque cosa si frapponga tra te e il voler bene al tuo bambino.

E se ti vedi come un genitore che ama incondizionatamente i propri figli, allora devi toglierti dalla testa tutte quelle cose che ti fanno pensare che i tuoi bambini siano meno che fenomenali.

  • Pensare che i bambini debbano qualcosa agli adulti perchè questi ultimi hanno provveduto ai loro bisogni primari.

I tuoi bambini non sono in debito con te perchè hai fornito loro cibo, acqua e un posto dove vivere, né perché li hai messi al mondo. Essere genitori è un lavoro duro e spesso senza riconoscimenti e certo,i figli dovrebbero essere grati ai genitori per tutto il bene che questi ultimi hanno dato loro.

Ma il prendersi cura di un bambino solo per ottenerne qualcosa in cambio ci riporta alla situazione dell’amore condizionato. Il fatto che tuo figlio non voglia aiutarti ad imbiancare casa questo weekend, non è una buona scusa per rinfacciargli le 14 ore di travaglio che hai sopportato per metterlo al mondo. Comportarsi in questo modo significa manipolare l’altra persona ed è sbagliato anche se tuo figlio potrebbe (o non potrebbe) essere uno stronzo.

In ultima istanza, hai scelto tu di diventare genitore: e non è che sei stato colto alla sprovvista dal fatto che tuo figlio avesse bisogno di cibo per vivere.

Se sei una di quelle persone sfortunate che non ha scelto di essere genitore ma è stato in qualche misura costretto a diventarlo, hai tutta la mia simpatia per l’inferno che hai passato e stai passando. E tuttavia, qualunque cosa ti sia capitata, non hai comunque il diritto di trattare tuo figlio come fosse un tuo servitore a vita.

  • Giustificare l’abuso quando viene compiuto dai genitori

I bambini non devono subire abusi o molestie da parte dei genitori, che si tratti di abuso fisico, psicologico, sessuale, spirituale ecc… E il fatto che ci sia bisogno di dirlo è molto triste.

Spesso, un’azione classificabile come abuso, se compiuta da un genitore nei confronti del figlio, viene scusata dagli altri adulti come “ atto d’amore”. Non riesco davvero a capire come sia possibile, ma l’ho visto accadere spesso. Penso che possa avere a che fare con l’idea che i bambini siano proprietà degli adulti e che, di conseguenza, possano essere trattati in qualunque modo i genitori ritengano sia meglio, al di là di situazioni particolarmente eclatanti di neglect o di violenza fisica.

Negli Stati Uniti il 76.6% dei decessi di bambini sono in qualche modo riconducibili ad un comportamento del genitore (solo la metà come conseguenza di situazioni di neglect. Non sarebbe il caso di cominciare a prendere seriamente le condizioni di abuso in cui alcuni genitori crescono i propri figli?

  • Considerare le regole come una forma di potere genitoriale

Le regole non sono un modo per esercitare il tuo potere di genitore sui tuoi figli, bensì uno strumento per insegnare ai bambini a non compiere azione ingiuste senza motivo. Il lavoro del genitore è quello di mostrare al bambino come essere “ fantastico” nel mondo, non come essere fantastico solo nei confronti del genitore.

Prova a vedere le lezioni che insegni ai tuoi figli come una maniera di mostrare loro come trattare le altre persone con compassione, gentilezza ed empatia, e non come un modo di farti rispettare. (Anche perché la paura non genera rispetto. Nel migliore dei casi, genera sottomissione non consensuale, che non ha proprio nulla a che fare col rispetto).

Il rispetto dei bambini va guadagnato facendo loro da guida e da supporto, non con la forza e la paura. Non essere il primo bullo di tuo figlio/a: ne incontrerà già tanti nel mondo.

E se riuscirai ad essere un “ rifugio sicuro” per i tuoi figli, questi ultimi non sono impareranno a gestire i duri colpi della vita in maniera sana, ma ti ameranno per ciò che sarai riuscito ad insegnare loro.

Se l’idea di utilizzare regole e lezioni per crescere tuo figlio/a come un essere umano compassionevole ti lascia perplesso, forse dovresti chiederti perché hai voluto un bambino in prima istanza.

  • Considerare i bambini come esseri umani con meno diritti di un adulto

I bambini hanno gli stessi diritti umani che hai tu. E solo perchè sono “ piccoli” non vuol dire che non ne siano meno degni. E se questo concetto non ti sembra sensato, rileggi questo articolo dall’inizio.

In conclusione:

Il dibattito sull’adultismo viene spesso ridotto al problema del “ a chi appartiene“ il bambino: ai genitori o al governo? Capita spesso di sentir dire che il governo non dovrebbe trattare i bambini come “cosa propria”, per non danneggiare né i ragazzini né e famiglie. E questo è vero, ma non perchè le scuole pubbliche dovrebbero o non dovrebbero avere libri sull’omogenitorialità, bensì perchè i bambini non dovrebbero appartenere a nessuno.

I bambini esistono perchè ci si prenda cura di loro. Non sono il veicolo di un’agenda personale o politica, per quanto nobile possa essere la causa. E nel momento in cui l’argomento della discussione viene spostato dal  “i diritti di tuo figlio” a “ i tuoi diritti su tuo figlio”, ecco che nasce il problema.

Il focus dovrebbe essere sulla cura da dare ai bambini, non sulla proprietà.

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E anche questo non vuole essere un consiglio sulla genitorialità Questo è un consiglio su come non distruggere la vita un altro essere vivente o ancora come trattare gli esseri umani con gentilezza iniziando dalla propria famiglia.

Capire questi concetti è un grande passo per iniziare a vedere tuo figlio come un essere umano. In quanto genitore il tuo lavoro è quello di occuparti di una piccola persona,finchè quest’ultima non sarà capace di badare a sé stessa da sola. Hai messo al mondo una persona, e devi essere consapevole che potrebbe deluderti, abbandonarti, o ancora, diventare qualcuno che non sopporti. Non importa come crescerai un figlio

sarà comunque fuori dal tuo controllo. Ed è un fatto che non solo dovresti accettare, ma che dovrebbe farti piacere: Congratulazioni! Hai cresciuto un essere umano indipendente!

Attendo i tuoi commenti e come al solito alla tua Evoluzione!

P.S.
Se cerchi una GUIDA, per info sulle mie sedi di ricevimento clicca sui link sotto, puoi scegliere la pillola rossa o quella blu, andrà bene in ogni caso 🙂

Psicologo BolognaPsicologo Pescara

fonte originale (tradotta e rivista):

http://everydayfeminism.com/2016/03/adultism-real-serious-problem/       (autore:  James St. James)

 

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Il Dr Emilio Gerboni è Psicologo-Psicoterapeuta, formatore e Coach. ideatore del modello di Psicologia Evoluta, dirige i centri nelle sedi di Bologna e Pescara. Specialista in Psicoterapia Breve Strategica, Ipnosi Ericksoniana, EMDR, Schema Therapy e Psicoterapia Evolutiva. E' inoltre un songwriter con all'attivo due dischi e varie collaborazioni musicali.

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