“Dottore, vedo che ha già capito tutto…”

Finalmente con il volto disteso e il sorriso che torna a spuntare luminoso, posso così congedare il fratello di una mia impaziente che era venuto a dare supporto e a contribuire per risolvere la situazione problematica di sua sorella.

Ma facciamo un passo indietro.

Giunto a “sorpresa” nel mio studio, oltre alla cordialità e ad una apertura amichevole, leggo un atteggiamento da “sfida“, seppur da match regolare e senza colpi bassi, da piccoli segnali che emergono dal suo modo di fare.

Mi chiede di voler entrare a parlare con me perchè deve dirmi una cosa. Lo faccio accomodare e capisco che qualcosa, qualche resoconto un pò storpiato che ha ricevuto, gli ha fatto pensare che io avrei potuto essere sviato nel capire cosa stava succedendo a sua sorella e sente il bisogno di dirmi come stanno “veramente” le cose.

Dopo 10 minuti di dialogo con me, da potenziale contestatore diviene un “fan” del lavoro che sto portando avanti, sorpreso e sollevato oltre le sue aspettative.

Come è stato possibile questo ribaltamento di fronte a 180° in 10 minuti?

Ovviamente grazie a nessun tipo di trucco. Nè le cose vanno sempre così lisce e automatiche 🙂 (anche se sempre più spesso)

A permettermi di poter ottenere questo è la continua ricerca della comprensione profonda.

La COMPRENSIONE PROFONDA è data dalla convergenza tra CAPIRE, SENTIRE e AGIRE.

Infatti dall’etimologia di CUM-PRENDERE uno dei significati è quello di “ABBRACCIARE CON LA MENTE LE IDEE”, ovvero un atto (azione) corporeo-cinestesico, tattile (il sentire) con un oggetto astratto mentale, quali sono le idee (capire).

Se non si verifica, dal mio punto di vista, non può si può parlare di CAMBIAMENTO TERAPEUTICO nè ad esempio in ambito scolastico, di reale APPRENDIMENTO.
Ecco un esempio “analogico” e “toccante” tratto dal film “WILL HUNTING – genio ribelle”

La comprensione profonda può essere ottenuta attraverso la tecnica relazionale della Sintonizzazione Evoluta, la quale è una modalità avanzata di empatizzazione.

Essa va a braccetto e in totale sinergia con la specializzazione disciplinare. Con questa espressione si intende colui che viene definito esperto di un ambito nel senso più pieno del termine, ovvero non solo considerato tale per aver letto dei libri o aver completato un percorso di studi, ma colui che ha acquisito una padronanza generativa della materia di approfondimento riuscendo ad applicare i suoi principi in contesti diversi.

Riprendendo la situazione terapeutica affrontata all’inizio dell’articolo,  la specializzazione disciplinare nei concetti e principi dell’approccio sistemico-familiare, mi permette di individuare nell’unicità della dinamica familiare dei miei assistiti, le ridondanti connessioni e distinzioni che costruiscono il problema.

La specializzazione disciplinare si acquisisce a sua volta solo con un contatto “vivo” ed esperienziale con la materia; un incontro concreto con concetti, idee, persone, contenuti, diametralmente opposto alla modalità di insegnamento, con un esempio a caso, del sistema scolastico tradizionale (università compresa).

Aprendo una piccola parentesi, la scuola risulta difficile ai ragazzi prevalentemente per una semplice ragione, che mi trova completamente d’accordo, portata in evidenza dall’ideatore del concetto delle intelligenze multiple Howard Gardner:

I contenuti che essa trasmette appaiono remoti e inutili mentre i vari tipi di supporto offerte ai giovani nelle generazioni passate appaiono indeboliti.

Tornando alla sintonizzazione, essa ha diverse componenti che si integrano tra loro come la risonanza e il transfer.

La risonanza, come il tansfer, è una responsività emotiva tra due persone, ma mentre nel transfer l’altro è visto come un “oggetto” un “non-me“, nella risonanza l’altro è visto come parte di sè. Familiari amorevoli spesso risuonano tra loro. Fanno esperienza condivisa e simultanea dei successi, fallimenti, sofferenze dei loro cari.

Il Sè terapeutico ottimale mantiene un equilbrio tra questi due processi. Troppa oggettivazione e l’ (im)paziente non si sente compreso, troppa risonanza e si sperimenta la “follia a due” (folie a deux).

Un principio terapeutico universale potrebbe essere questo (secondo J. Watkins, padre della Ego State Therapy):

Non fare quello che i genitori, o chi si è occupato del paziente nei primi anni di vita, hanno fatto di sbagliato agli occhi del paziente, sia che si tratti di abuso che di non curanza nei suoi confronti.

Il primo e più importante compito del terapeuta è quello di trasmettere fiducia.

Se il terapeuta non è in sintonia con la persona che ha di fronte, tutto questo sarà molto difficile da raggiungere.

Potremmo dire che la fiducia è una diretta conseguenza della capacità di risuonare con il paziente.

Risuonare vuol dire suonare insieme, le vibrazioni dell’uno influenzano le vibrazioni dell’altro e viceversa. Come due corde di chitarra, quando una è pizzicata l’altra riceve l’onda della vibrazione della prima e quando le corde vengono suonate insieme, le loro vibrazioni si fondono in accordi.

La Sintonizzazione Evoluta non è una banale tecnica del tipo:

quando succede questo fai così“, “devi dire questa cosa quando accade questo, così fai avvenire questo effetto

oggi molto di moda (dagli anni 70′ in poi circa) la ricerca di ricette pronte di comportamento e protocolli d’azione prestabiliti per colmare l’incertezza, il senso di inadeguatezza e l’incapacità di gestire il qui ed ora dell’interazione nelle sue infinite possibilità. Non che siano inutili, ma se non si è capaci di sentire, tutto è inutile e non c’è protocollo che tenga botta.

E’ molto rassicurante anche se illusorio pensare: ” se mi comporto così faccio bene

La sintonizzazione rappresenta invece l’affinamento della capacità di sentire attraverso tutto il proprio essere: corpo, mente e cuore. Essa è dettata dallo sviluppo di queste tre istanze:

1. l’atteggiamento risonante

Questo atteggiamento è inteso come presupposto all’ascolto della persona. Un ascolto completo: corporeo, emotivo e cognitivo. E’ rappresentato da quell’apertura ad accogliere l’altro per la sua umanità, nelle sue parti-colarità, per la sua storia che passa attraverso quello che è, andando oltre a quello che mostra ma prendendo anche quello che appare. Inoltre è l’accettazione della persona nella sua modalità espressiva.

La caratteristica fondamentale di questo atteggiamento è l’evitamento di etichette.

Hai presente quando stai parlando di un gruppo musicale che ti piace molto e ti viene chiesto:

” A che genere musicale appartiene?”

Bene, è proprio questo tipo di inquadramento “diagnostico” che l’atteggiamento alla risonanza evita come la peste (ma quello che solitamente ci si aspetterebbe da uno psicologo: un’etichetta tipo “sei depresso” “soffri del disturbo x”). Nella relazione ci si libera di qualsiasi etichetta che inevitabilmente finisce per intralciare la possibilità di sintonizzarsi.

E’ la disponibilità a mettersi in contatto come un’antenna televisiva con la persona nella sua complessità.

L’atteggiamento risonante evita pregiudizi, categorizzazioni, modi di pensare, modi di vedere rigidi.

E come se ogni volta si vedesse per la prima volta ciò o chi si ha di fronte.

2. la procedura della sintonizzazione

Non bisogna disdegnare la tecnica, altrimenti non si potrebbe nemmeno insegnare a suonare uno strumento musicale. La specializzazione disciplinare del resto rappresenta il Know-How indispensabile per evitare di vanificare l’attuazione della procedura della sintonizzazione.

Partendo dall’atteggiamento del punto 1, si procede con l’ascolto dell’altro (qui stiamo stringendo ad un ascolto “terapeutico” ma anche, con le dovute differenze, di un testo, un materiale, un sistema etc.) nelle sue variabili verbali e non verbali nell’insieme, dall’ascolto di se stessi  nell’ascolto dell’altro, passando attraverso il proprio corpo, il respiro, le sensazioni e i pensieri automatici, le parole, le immagini e le metafore spontanee. A questo punto si risponde reattivamente alla vibrazione dell’altro in modo immediato ovvero senza mediazione (bypass della ragione – la ragione deve intervenire fuori dalla sessione).

Il Bypass può avvenire solo per via della formazione del terapeuta ad un atteggiamento risonante.

La procedura della sintonizzazione è quella che avviene tra telecomando e tv:

la Tv ha già registrato in sè le frequenze, il telecomando ha dei tasti che portano a delle frequenze. Purtroppo l’impaziente non è a comando del suo stesso telecomando.

Lo “schermo Tv” del terapeuta, grazie alla sua antenna calibrata, mostrerà all’impaziente su che canale è il suo telecomando e lo guiderà verso il canale desiderato.

3. la maturità esistenziale

L’esperienza e la pratica del punto 1 e 2 a contatto con se stessi, con la vita, con le persone, con le situazioni porta ad una evoluzione personale impressionante. Questo sviluppo personale acuisce l’intuito, la percezione, la visione, la rapidità con cui l’antenna trova la sua lunghezza d’onda della persona e la precisione con cui essa si materializza in modo multidimensionale.

In questo modo si riesce ad accedere a dimensioni della persona (e di se stessi) impensabili in un modo estremamente rapido e ad acquisire fiducia autentica ( e meritata) in modo estremamente potente.

La capacità di sentire del terapeuta permette all'(im)paziente di accedere al suo personale sentire, a quel sentire vero che oggi è il grande assente in ampie fasce della popolazione.

Questa non è veramente una tecnica, è un modo di evolvere se stessi in modo autentico.

Quando hai di fronte una persona in questa posizione relazionale te ne accorgi, magari gradualmente, perchè sei stordito o sedato da tutte le modalità chiuse e a compartimenti stagni a cui siamo stati educati.

La mia impressione, dalla mia esperienza clinica è che le persone, ad un livello pre-cosciente, si rendono conto di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo ma di apparentemente simile ad una normale conversazione, ma che è evidentemente diversa nella sua essenza a tutto ciò che fino ad allora era stato conosciuto.

 

 

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Il Dr Emilio Gerboni è Psicologo-Psicoterapeuta, formatore e Coach. ideatore del modello di Psicologia Evoluta, dirige i centri nelle sedi di Bologna e Pescara. Specialista in Psicoterapia Breve Strategica, Ipnosi Ericksoniana, EMDR, Schema Therapy e Psicoterapia Evolutiva. E' inoltre un songwriter con all'attivo due dischi e varie collaborazioni musicali.

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