Nella vita c’è chi si muove e chi resta fermo.

Qui voglio rivelare una delle cause subdole dell’immobilismo.

Innanzitutto bisogna dire che chi resta fermo non vuol dire che sia fermo, ma che anche per restare fermi bisogna muoversi.

Pensiamo ad esempio al TAPIS ROULANT in palestra. E’ uno strumento che ci richiede di muoverci a velocità crescente a seconda della velocità selezionata per rimanere esattamente dove siamo.

In questo articolo mi riferisco in particolare a quei casi in cui si sta male, c’è insomma una sofferenza, uno stato di disagio eppure non si agisce per cambiare le cose, almeno apparentemente, per passare da uno stato di disagio ad uno di benessere.

Premesso che ci sono molti casi in cui il disagio è in realtà vissuto come uno stato piacevole e non sgradevole quindi da eliminare (non molto spesso si possiede la consapevolezza di voler restare come si sta) ma pensiamo a quei casi in cui il disagio vorrebbe veramente essere eliminato, quando ci sia il desiderio effettivo di cambiamento.

Sicuramente conosci il detto:

“chi ben comincia è a metà dell’opera”

Analizzandolo attentamente le parole più importanti sono “ben” e “comincia“. In queste due parole si concentrano, come una spremuta, tante risposte.

Possiamo senza dubbio concordare con questo detto, ma come cominciare per cominciare bene? o meglio COSA cominciare?

rispondendo al “cosa” troveremo da dove partire per poter cominciare.

Il problema è che la maggior parte delle persone soffrono perchè sono focalizzate sul problema, sullo stato di disagio che vivono.

Cosa c’è di male nel concentrarsi sul problema?

Innanzitutto non hanno cominciato nessun nuovo processo, ma stanno perpetuando quello vecchio che li mantiene nella posizione di sofferenza.

Inoltre, il problema è che, concentrandosi sul problema, ci si allontana dalla soluzione del problema stesso.


 

Spesso si sta male proprio perchè ci si concentra sul problema e basterebbe spostarsi dal problema per eliminarlo invece di pensare che si vuole eliminare il problema.

Infatti pensando al problema o meglio, agli effetti del problema su di noi, quelli che vengono definiti SINTOMI, non siamo nelle condizioni di DEFINIRLO CON CHIAREZZA e VISUALIZZARE IL RISULTATO DESIDERATO e intanto lo nutriamo e lo rinforziamo dandogli attenzione.

Invece dovremmo chiederci, ad esempio:

cosa vorremmo ci fosse al posto del problema che stiamo vivendo?

Quale scenario, quali condizioni dovrebbero esserci al suo posto?

Quello su cui concordo, ovviamente anche sulla base di dati empirici ed esperienza, è questo principio:

quando noi ci concentriamo sul problema rischiamo di girare a vuoto come un auto con il pedale dell’acceleratore schiacciato fino in fondo ma con la marcia in folle.

Quando invece pensiamo alla soluzione, a cosa vorremmo ottenere, ecco che automaticamente scatta la ricerca.

Quindi NON COME ELIMINARE IL PROBLEMA ma COSA VORREMMO CI FOSSE AL SUO POSTO.

Iniziamo a trovare chi può fare al caso nostro, chi è esperto, chi ha risolto quel problema, e ci chiediamo chi non l’ha mai avuto come pensa, agisce e sente, come si raggiunge quel risultato e gradualmente ecco che arrivano le risposte.

E’ importante sottolineare come per cominciare bene bisogna attivare un nuovo processo. Per cui dovremmo:

1. Osservare quello che stiamo facendo attualmente per risolvere il problema perché appartiene al vecchio processo

2. Interrompere tutte le azioni che rientrano nel vecchio processo per attivare azioni e modi di pensare che esulano dal vecchio processo, o schema, per poter realmente COMINICIARE a cambiare nella direzione che desideriamo per cui a questo punto potremo…

3. PENSARE A QUALE SAREBBE LA DIREZIONE DESIDERATA, l’immagine che corrisponde allo stato desiderato

Per quanto esistano tantissimi altri elementi di un problem solving efficace, credo che questo aspetto sia necessario e sufficiente ad innescare la nostra via d’uscita e l’apertura verso una vita più soddisfacente.

E tu cosa ne pensi?

Alla tua Evoluzione

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Il Dr Emilio Gerboni è Psicologo-Psicoterapeuta, formatore e Coach. ideatore del modello di Psicologia Evoluta, dirige i centri nelle sedi di Bologna e Pescara. Specialista in Psicoterapia Breve Strategica, Ipnosi Ericksoniana, EMDR, Schema Therapy e Psicoterapia Evolutiva. E' inoltre un songwriter con all'attivo due dischi e varie collaborazioni musicali.
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